La cultura della vita

di Marinella Perroni Comitato promotore nazionale Se Non Ora Quando

Il Gesù che i vangeli ci consegnano non ha mai voluto “milizie”.

I duemila e più anni che ci stanno alle spalle, è vero, raccontano altre storie, fatte di papi a cavallo, crociati con le spade, inquisitori che preferivano sacrificare vite per difendere la verità.

Noi, però, viviamo nell’oggi e i papi pronunciano parole di pace e chiedono al mondo di pronunciarsi sempre e comunque in favore della vita. Anche quando la “vita” continua ogni giorno a produrre un carico di dolore senza fine che non riusciamo ad arrestare ma soltanto, ogni tanto, a lenire.

Tutte le volte che sento parlare di aborto, penso a mia madre, che mi diceva che era contenta di avermi voluto, nonostante tutti intorno a lei le proponessero di abortire. E forse è quella sua volontà di donna forte che mi ha dato un senso forte della vita. La parola “vita” va rispettata, nel proprio immaginario, prima di tutto. La “cultura della vita” è radicata lì, nell’immaginario, cioè lì dove ognuno di noi non difende la verità dei principi, ma svela la verità di se stesso. Qual è la verità di coloro che in piazza gridano “assassine” a donne di cui non conoscono né il nome né la storia?

Qual è la verità di figure pubbliche che scelgono di accompagnarsi a chi fa della violenza del linguaggio, verbale e non, il proprio codice d’onore nei confronti delle donne? Qual è la verità politica di chi sa benissimo che nessuna donna desidera abortire esattamente come nessuno di loro desidera essere malato o condannato a una sofferenza incancellabile?

Come credente non so cosa può significare che la vita è sacra, se non che va santificata, giorno dopo giorno, momento dopo momento. Non può farlo una legge degli uomini, che serve solo a rendere il meno ingiuste possibile le relazioni tra i cittadini e il meno pesanti possibile le difficoltà di chi non ha tutele. Per i credenti, la santificazione della vita passa da altre parti.

Certamente senza il conforto di nessuna “milizia”.

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  • francesca
    16-05-2012 05:58

    Molto belle queste parole e importante la presa di distanza di una credente da ogni milizia, anche quelle in nome di Cristo. Grazie