SNOQ Venezia, il 13 febbraio lanciamo una proposta per la città

Riceviamo e pubblichiamo da parte del comitato SNOQ di Venezia:

 

il volantino dell’iniziativa

Incontrarsi e discutere ci sembra il modo migliore per festeggiare il 13 febbraio 2011, la prima grande manifestazione di Se Ora Quando.

 Si parlerà di lavoro e di città.

Vogliamo mettere in rete:  la conoscenza di spazi ed edifici attualmente in disuso o sottoutilizzati che possono divenire luogo per nuove attività e funzioni, le esperienze di alcune donne che hanno già realizzato o stanno realizzando ipotesi di riuso di aree e parti del territorio e i desideri, i bisogni e i  problemi delle donne nel vivere quotidianamente la città.

Convinte che ascoltare le donne, i loro problemi e i loro desideri equivalga ad ascoltare una parte di società ben più vasta delle sole donne. Infatti esse sono le portatrici delle esigenze e dei desideri della famiglia, delle parti più fragili della società come anziani e bambini di cui si occupano…

Il Laboratorio che sarà presentato ed avrà ufficialmente inizio il 13 febbraio prevede  tre momenti di lavoro: gli incontri di discussione, la questionario, e workshop di lavoro di messa in opera di alcuni progetti di recupero dove saranno elaborati ipotesi di azioni condivise sulla città  a partire dalle indicazioni del questionario, delle interviste e della organizzazione della rete che  coinvolgerà a vario titolo le istituzioni.

L’area veneziana, così particolare e unica (lo è Venezia  con l’intero sistema lagunare, ma lo sono anche Marghera e Mestre)  dovrebbe divenire sempre più un luogo di esperienze e processi analoghi a quelli in corso ed ormai strutturati in altre città europee (Berlino, Bruxelles, Milano, ecc) dove molte aree abbandonate o che rimangono fuori o salvate dai processi di valorizzazione a fini speculativi, turistici o commerciali, grazie ad azioni dal basso, a partire dai cittadini (donne, giovani, anziani) in cerca di nuove economie e di maggiore qualità di vita sono diventate un terreno di sperimentazione di nuove forme di condivisione del patrimonio pubblico, dando ospitalità a nuove forme di arte, musica, cultura pop, come pure il luogo di avvio per associazioni legate al sociale per l’abitazione temporanea, o per eventi ludici, per il giardinaggio, per il commercio informale, per l’artigianato.

Per l’incontro del 13 febbraio abbiamo chiesto a Maria Luisa Frisa di presentarci la sua bella ricerca  sull’ Immagine della donna nei periodici femminili dagli anni ’30 ad oggi” e di parlarci della sua esperienza di fondatrice e direttore del corso di laurea in Design della moda, del suo rapporto con il territorio veneto e infine di quali occasioni o potenzialità di lavoro possono essere pensate per utilizzare le competenze delle giovani e dei giovani formati nel corso di laurea.

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